CALMA,CARTEINREGOLA E MOBILITIAMOCI AFFERMANO IL PUMS IGNORA LE GUIDELINES EUROPEE

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processo 

Processo pianificazione mobilità urbana secondo le Guidelines europee

 

Le tre reti di associazioni esprimono la loro preoccupazione  a seguito della  lettura dei materiali pubblicati sul sito www.pumsroma.it.  relativi al processo di elaborazione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile: vi è una grande distanza tra le  “Guidelines Developing and Implementing a Sustainable Urban Mobility Plan”  della Commissione Europea,  che nella Delibera di Giunta del 13 ottobre 2016 vengono indicate come “strumento per orientare e supportare il lavoro degli uffici nella redazione del PUMS”,  e quanto effettivamente previsto nel PUMS che dovrebbe darne esecuzione.

Questi, in sintesi, i limiti e le  lacune  da noi individuati  (vedi  lettera e dossier 30 ottobre):

 

Rispetto alle modalità di coinvolgimento dei cittadini

 

-       l'assenza di un piano di coinvolgimento dei principali attori (stakeholders), tra cui le associazioni e comitati cittadini, che posseggono una consolidata esperienza nella elaborazione e proposizione  di una nuova mobilità socialmente ed ecologicamente significativa;

-       il  coinvolgimento dei cittadini, ora limitato alla possibilità di invio di proposte localizzate e solitarie (e sottoposte allo scambio di chat attivato da altre considerazioni altrettanto solitarie),   senza un autentico scambio comunicativo,  capace di assicurare un vero confronto tra vari e fecondi piani di interesse, di esperienze e di competenze tra stakeholders, tecnici, associazioni, comitati, cittadini singoli (risulta previsto un confronto diretto solo nell’ambito di eventi inadatti a un vero scambio, come isolate assemblee municipali);  va sottolineato che.  secondo le   linee guida della Commissione Europea, è determinante,  per assicurare un effettivo coinvolgimento e partecipazione, che tali soggetti siano  coinvolti fin dall’inizio, e non solo dopo aver espletato tutte le fasi delle attività previste e la formale adozione dei Piano.

Rispetto  alle modalità di  elaborazione  del PUMS

-       un’ elencazione di obiettivi e indicatori, sicuramente condivisibili sul piano concettuale, ma privi di qualsiasi riferimento alla  situazione di partenza, la cui ricognizione e condivisione è essenziale per l’avvio di un efficace processo pianificatorio  e  per ottenere  l’impegno delle parti coinvolte per  il conseguimento di risultati;

-       l’assenza di qualsiasi riferimento (definizione della  situazione attuale sulla base di criteri e indicatori) ai piani vigenti (cui si è recentemente aggiunta la Strategia nazionale per lo sviluppo Sostenibile”- Ministero Ambiente ottobre 2017) in tema di tutela ambientale, salute, inquinamento, risparmio energetico. Eppure, secondo le Linee Guida, il PUMS non deve essere considerato come un ennesimo Piano, ma uno strumento da integrare con i Piani esistenti,  mettendo al centro la partecipazione dei cittadini e la sostenibilità;

-       la mancata definizione di una articolazione organizzativa preposta sia alla integrazione dei piani vigenti a scala comunale e di Area metropolitana e degli enti  con diversi livelli di competenza, sia  al  collegato sistema di raccolta dei dati e di monitoraggio, sia   alla individuazione  della struttura delle responsabilità per la realizzazione delle opere;

 

-       il mancato utilizzo delle strumentazioni offerte dalle Guidelines,  in particolare quella dell’autovalutazione per l’amministrazione (http://www.eltis.org/resources/tools/sump-self-assessment-tool),  indispensabile per  valutare i punti di forza e debolezza dell’approccio seguito,  e  quella dell’utilizzo  delle   schede di controllo per tutte le fasi del processo;

 

Rispetto  alle obiettivi strategici del PUMS

 

-       l'inserimento, nei cosiddetti “punti fermi”, di parte degli interventi infrastrutturali del PGTU del 2014, con l'aggiunta di alcune filovie e linee tranviarie, ma senza le opere ferroviarie (nodo Pigneto, quadruplicamento Casilina, completamento anello nord, passante metropolitano sud, stazioni Magliana e Ponte Galeria, potenziamento linee FL4 ,  FL6, FL7,FL8), il cui completamento, in base a detto PGTU,  sarebbe dovuto avvenire  entro il 2017. Né viene indicato lo stato di realizzazione  di tanti  interventi,  non infrastrutturali, che condizionano domanda e offerta di mobilità.  Ne sono esempi  quelli relativi alla riclassificazione della rete viaria, alle isole ambientali, all’utilizzo della  metodologia per la valutazione degli impatti  (SIM) delle nuove opere previste dalle Norme Tecniche di Attuazione del NPRG, alla sicurezza stradale, alle tecnologie per la mobilità, alla riorganizzazione della distribuzione merci, alle forme di mobilità alternativa;

-       la mancata assimilazione del PUMS ad uno strumento di programmazione delle opere della mobilità in un quadro d’insieme strategico di Area vasta  e la mancata complementarietà agli strumenti esistenti, a cominciare dal PGTU, che costituisca una continuazione di percorso delle analisi formulate, degli obiettivi fissati, delle strategie perseguite, delle programmazioni previste da quegli strumenti ad ogni scala territoriale e ad ogni livello istituzionale.

 

 

 


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